3 febbraio 2012
Lo stupro di gruppo è un atto particolarmente odioso, che moltiplica la violenza subita dalla donna che ne è vittima. La moltiplica materialmente, aggravando il danno fisico, psicologico, emotivo che infligge. Lo stupro viola l´intimità della donna, il suo senso di integrità e di controllo su di sé.

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4 gennaio 2012
La nota è arrivata ieri, chiara e inequivocabile: «Il governo interverrà presto sulla pratica delle cosiddette “dimissioni in bianco”». L’ha firmata Elsa Fornero, ministro del Lavoro con delega alle Pari opportunità. E adesso si aspetta soltanto che il governo dalle parole passi davvero ai fatti. Ovvero che, finalmente, venga ripristinato nelle aziende quel sistema di protezione nei confronti di una pratica tanto illegale quanto barbara.

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29 dicembre 2011
Il rapporto su “La conciliazione tra lavoro e famiglia” ribadisce come in Italia le attenzioni per la prole in tenerissima età resti un compito femminile, con conseguenti aggiustamenti nella vita lavorativa. Le occupate a tempo pieno vorrebbero più spazio per la famiglia nelle loro vite, soddisfatte le impiegate part-time. La cura dei figli, soprattutto in tenerissima età, in Italia continua a essere un compito da donne e la vita lavorativa deve necessariamente adattarsi alla condizione di madre anche in relazione all’indisponibilità di servizi di supporto adeguati alle proprie esigenze in termini di costi, orari, vicinanza alla zona di residenza e presenza di personale specializzato.

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12 dicembre 2011
Il movimento aveva già dato chiari segnali di voler continuare a partecipare a pieno titolo al dibattito pubblico nel corso dell´anno. A Siena, il 9 e 10 luglio, erano state duemila le partecipanti al primo raduno nazionale del movimento, in rappresentanza di 130 comitati territoriali, per una maratona di seminari per confrontarsi ed elaborare proposte concrete. Nei giorni del frenetico toto-ministri tutto maschile che ha preceduto la nascita del governo Monti, il movimento Snoq si è fatto subito sentire con una lettera alla Presidenza della Repubblica: a parità di competenze, che non si cadesse nell´assurdo di un governo in cui le donne non fossero rappresentate.

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12 dicembre 2011
L’arretratezza culturale nei confronti delle lavoratrici donne e della maternità è stata finora considerata un vizio strutturale del sistema imprenditoriale italiano, una debolezza da lamentare ma comunque da sopportare. Adesso, però, qualcosa dovrà necessariamente cambiare: con l’attuale crisi finanziaria e il precario stato dei conti pubblici, per usare le parole dell’economista Paola Profeta, «è uno spreco che non ci possiamo più permettere». E non si tratta di uno spreco di poco conto, ma di un’enorme perdita di risorse umane ed economiche: solo nel 2010 sono state circa 800mila le donne che hanno dovuto lasciare il lavoro per cause legate alla maternità.

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12 dicembre 2011
Manifestazioni in tutta Italia, con piazza del Popolo a Roma come “cuore” pulsante che si è chiusa con un canto collettivo, le cantanti Paola Turci ed Emma Marrone, la colonna sonora di Patti Smit: le donne sono tornate in piazza e misurandosi con la manovra del governo. Sulla quale il messaggio lanciato è chiaro: la metà femminile del paese la paga più cara, anche perché non esistono sostegni e aiuti al carico familiare. E alzare la pensione delle lavoratrici “senza riequilibrare le responsabilità del lavoro - ha osservato la sociologa Chiara Saraceno - è “ingiusto e miope”. Con un altro messaggio lanciato in modo netto e limpido ai partiti: “Il prossimo governo sia almeno al 50% fatto da donne”.

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10 dicembre 2011
Stavolta è più dura del 13 febbraio, quella era una manifestazione contro Berlusconi, uno volgare che è chiaro cosa faceva di male, ora invece si tratta di combattere contro qualcosa di più insidioso, la marginalizzazione delle donne competenti e dei nostri interessi, caduti fuori dall’agenda politica ed economica», avverte Chiara Saraceno, sociologa, che domani parlerà dal palco di Se non ora quando, come studiosa e come militante. «Non sarei in quella piazza se non condividessi il bisogno di manifestare un dissenso e una domanda collettiva delle donne».

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5 dicembre 2011
La voce si incrina, qualche lacrima scende sul volto: Elsa Fornero non ce la fa a terminare la frase con la quale - in conferenza stampa - stava annunciando la deindicizzazione delle pensioni, ovvero lo stop all'adeguamento annuale in base all'inflazione. "Ci è costato...", stava dicendo il ministro del Welfare, quando si è dovuta interrompere. Tocca allora al premier Mario Monti completare la frase: "Credo intendesse dire sacrifici". E Monti subentra anche nell'illustrazione della misura, scherzando col ministro: "Commuoviti ma correggimi...".

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4 dicembre 2011
È cominciato stamane a Palazzo Chigi l’ultimo giro di incontri del governo. In sala Verde è giunta una delegazione dei giovani che, con grande sorpresa e rammarico del ministro del lavoro e delle pari opportunità Elsa Fornero, non conta neanche una donna. Il ministro, visibilmente contrariato per l’assenza di donne nella delegazione giovanile, ha quindi lasciato la sala non prima di aver esternato tutta la sua insoddifazione.

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27 novembre 2011
I presenti hanno manifestato la loro furia minacciando di morte i giudici terrorizzati e barricati, scontrandosi con i carabinieri di servizio, devastando gli arredi del tribunale. Sono occorsi rinforzi per contrastare gli energumeni, uomini e donne, e trasferirne in carcere una ventina. Il fatto, inaudito, si presta a una serie di considerazioni. Non si tratta soltanto dell`esigenza di salvaguardare elementari misure di sicurezza per chi è chiamato a esercitare le delicate funzioni giudiziarie.

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