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Maria Coscia interviene contro lo scudo fiscale e chiede un impegno per i lavoratori precari
Signor Presidente, abbiamo presentato questo ordine del giorno per chiedere che almeno una parte delle risorse, che si ritiene possano rientrare nel Paese a seguito dell'adozione di questo provvedimento gravissimo, siano destinate ai lavoratori precari che non abbiano ottenuto il rinnovo del contratto.
Si impegna questo Parlamento ad esaminare provvedimenti di questa natura così grave invece di metterlo in grado di affrontare i temi della crisi economica che sta toccando la vita di centinaia di migliaia di famiglie. Sono previsti un milione di disoccupati e tra questi, in modo particolare, circa 30 mila lavoratori precari nella scuola non hanno ottenuto, quest'anno, il rinnovo del contratto.
È dunque evidente la distanza tra i bisogni reali del Paese e le scelte del Governo che non affronta quindi i problemi reali del Paese e che ci propone un provvedimento che addirittura, nel testo originario presentato al Senato, prevedeva che, nella pratica del rimpatrio dei capitali, non potesse assolutamente essere utilizzabile ogni procedimento reale per qualunque reato in qualunque stato e grado del giudizio. Almeno questa norma così spudorata e incostituzionale è saltata ma quello che resta purtroppo non è molto meglio: si introduce una causa di non punibilità per tutta una serie di reati, mutuandola peraltro da un condono che già il Governo di centrodestra aveva attuato nel 2002, facendo venir meno, tanto per cambiare, la promessa solenne di non approvare mai più un condono in questo Paese ad opera di un Governo Berlusconi, promessa puntualmente smentita.
Con questa disposizione il Governo vuole far rientrare in Italia capitali portati illegalmente all'estero, facendo pagare solo il cinque per cento e facendo in modo che, qualora si venisse a scoprire che, con queste operazioni, sono state violate norme molto gravi del nostro sistema, queste non siano punibili. Ma che segnali diamo al Paese, ai milioni di disoccupati? Come si può pensare di chiedere ai normali cittadini di rispettare le regole se poi, ancora una volta, le scelte che questo Governo fa sono quelle di difendere i più forti e i più furbi e di penalizzare i più deboli e chi rispetta le leggi? Come si può giustificare tutto questo, ad esempio, di fronte a quei lavoratori a cui vengono detratti tutti i mesi pesanti aliquote fiscali che voi, nonostante le promesse, non avete diminuito? Fate pagare il 5 per cento a chi riporta i capitali dall'estero e invece tasse elevate magari ad un imprenditore serio che continua ad investire per lo sviluppo del nostro Paese. E come non pensare ad un semplice lavoratore che va in pensione e a cui viene tassata al 27 per cento la liquidazione.
Insomma, noi ci troviamo veramente di fronte ad un provvedimento gravissimo perché dà segnali ai cittadini italiani onesti che mettono in discussione quella che deve essere la funzione delle istituzioni di questo Paese, cioè quella della certezza del diritto con la punizione di chi contravviene alla legge. Invece, in questo caso, avviene esattamente il contrario. Siamo veramente in una situazione incredibile, con un Governo che continua a non considerare la politica come punto di riferimento per i cittadini con dei valori, con un etica, con il rispetto delle regole e del diritto.
Ecco perché noi, pur non condividendo questo provvedimento che consideriamo di una gravità inaudita, tuttavia chiediamo che, almeno, qualora rientrino questi capitali, almeno una parte di essi sia destinata, come è giusto che sia, a quei lavoratori che non hanno più lavoro e che soffrono: i lavoratori precari della scuola (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
