Il Pd presenta un'interrogazione: solo a Roma Gelmini nega tempo pieno a 5.500 alunni
"Sul tempo pieno il ministro dà i numeri: la realtà vede le scuole in grave difficoltà perché costrette a dire no alle richieste delle famiglie sul tempo pieno. Il caso del comune di Roma è emblematico: sono 68 le classi a tempo pieno tagliate dalle scelte devastanti del ministro Gelmini".
Lo denunciano i deputati democratici Maria Coscia e Giovanni Bachelet che hanno presentato oggi una interrogazione al ministro dell'Istruzione che sottolinea come "questa scelta, che è la diretta conseguenza dei tagli al personale per l'anno scolastico 2010-2011, determinerà gravi disagi ad oltre 1.700 alunni e alle loro famiglie. E stiamo fornendo cifre al ribasso - sottolineano Coscia e Bachelet - visto che i dati non tengono conto dell'aumento delle richieste. Pertanto alle 68 prime classi tagliate ne vanno sommate almeno altre 200 che equivalgono a circa 5.500 alunni che non potranno usufruire del tempo pieno. E' un dato molto rilevante che dimostra la gravità della situazione. Il ministro non dovrebbe perdere altro tempo e dovrebbe intervenire per garantire a tutti gli alunni e alle loro famiglie il tempo pieno"
Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
- Per sapere - premesso che:
con la circolare ministeriale n. 37 del 13 aprile 2010 è stato inviato agli uffici periferici dell'Amministrazione scolastica lo schema di decreto interministeriale concernente la determinazione degli organici del personale docente per l'anno scolastico 2010-2011;
l'ufficio scolastico provinciale di Roma, in attuazione del predetto provvedimento, con propria circolare n. 25 del 20 aprile 2010 ha, tra l’altro, comunicato ai circoli didattici e agli istituti comprensivi che, per l'anno scolastico 2010/2011, le istituzioni scolastiche con elevata presenza di classi a tempo pieno dovevano eliminare una classe a tempo pieno rispetto a quelle autorizzate per l'anno scolastico in corso;
risulta che la predetta disposizione ha comportato la soppressione di 68 classi a tempo pieno già funzionanti nelle scuole della sola città di Roma con conseguenti gravissimi disagi agli oltre 1700 alunni interessati e alle loro famiglie
risulta altresì, sempre a Roma e secondo dati pubblicati sulla stampa, che gli istituti scolastici hanno richiesto, per soddisfare le domande avanzate dalle famiglie, 1145 prime classi a tempo pieno e che solo 929 sono state autorizzate; sarebbero dunque piú del triplo della stima appena fatta, ovvero circa 5400, le famiglie che a Roma non potranno usufruire del tempo pieno per i figli iscritti alla prima classe nell’anno scolastico 2010/2011;
si chiede, pertanto, al Ministro interrogato:
se non ritenga di dover assumere adeguate iniziative per garantire a tutti gli alunni e alle loro famiglie della città di Roma il tempo pieno richiesto e, comunque, di non sopprimere le 68 classi a tempo pieno già esistenti, coerentemente con le ripetute rassicurazioni fornite all'opinione pubblica dal Governo e con gli impegni assunti con il Parlamento in particolare con l'ordine del giorno n. 9/1634/55, accolto il 9 ottobre 2008, con cui il Governo stesso si è impegnato «a promuovere un piano triennale di sviluppo della scuola a tempo pieno, d'intesa con le Regioni e gli enti locali, assicurando le necessarie risorse del personale docente e non docente».
Maria Coscia, Giovanni Bachelet
