23 febbraio 2010
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Morassut: Quella di Area Democratica è un’iniziativa non di corrente ma per rimettere i programmi al centro della politica

“Questa non è un’iniziativa di corrente, ma un seminario che ha l’ambizione di riprovare a mettere i programmi e le questioni concrete al centro della politica”. Così Roberto Morassut, coordinatore di Area Democratica Lazio, ha iniziato il suo intervento conclusivo del seminario prima di dare la parola ad Emma Bonino, candidata del Centronisistra alla Presidenza della Regione Lazio e a Walter Veltroni.

“Abbiamo scelto di non partire da un programma politico tradizionale, chiuso e precostituito – ha spiegato Morassut - ma, invece, di proporre una base di partenza aperta al contributo di tutti per costruire insieme un programma per il Lazio. La candidatura di Emma Bonino è una opportunità straordinaria, per il centrosinistra nel Lazio, per battere la destra. La prova di governo che sta facendo Alemanno è assai negativa.

Roma arretra sul piano economico e sociale ed è una città più chiusa, culturalmente spenta, con un indebolimento del livello di convivenza civile. Queste valutazioni vanno ben oltre il Partito Democratico – che peraltro svolge in Campidoglio,a mio parere, una opposizione debole – e circolano ormai in larghi settori del mondo economico e nello stesso Popolo della Libertà. Renata Polverini è una candidata certamente nuova ma non fortissima ed ha commesso subito un grave errore chiamando a se esponenti del PdL che hanno molte responsabilità nella vicenda di Fondi dove è provata la presenza diretta dei clan camorristici nell’amministrazione comunale governata dalla destra.

Ci si sarebbe dovuti aspettare di meglio da una candidatura che voleva presentarsi come una rottura con i vecchi arnesi ed invece se li mette a fianco. Emma Bonino ha la forza di una storia di integrità e di coerenza che oggi, in politica, è merce rara e per questo molto richiesta e apprezzata da un elettorato in cui crescono i delusi. Questo tratto speciale e l’autorevolezza – ha proseguito Morassut - acquisita attraverso esperienze di governo in Italia ed in Europa di provato valore, sono la sua e la nostra forza d’urto nella battaglia elettorale. Però una Regione come il Lazio ed una Città come Roma non si conquistano senza mobilitare forti sentimenti ed energie popolari.

La candidatura sarà più forte ancora se riuscirà ad emergere una relazione tra le sue caratteristiche e la natura migliore della sua coalizione fatta, in fondo, di storie e culture politiche democratiche e popolari. Il Lazio è una strana Regione perché nei suoi confini amministrativi convivono territori e popolazioni ancora troppo lontane e separate da provenienze e, a volte, dalla ricerca di destini diversi. Il Lazio deve diventare una ‘comunità’ che oggi non c’è. Coesione sociale e territoriale mi sembrano ancora oggi il grande problema di questa terra. Voglio dare qualche suggerimento, attraverso qualche titolo, per un messaggio ‘comunitario’ e ‘popolare’ di cui Emma e noi abbiamo bisogno per vincere. Sviluppo, igiene, persona e famiglia”.

SVILUPPO. “Il Lazio ha bisogno di un potente programma di modernizzazione del sistema delle infrastrutture materiali e di quelle del sapere. I progetti ci sono ma vanno accelerati. Occorre avvicinare i territori, rendere intermodale ed europeo il sistema di connessione tra aria, mare, ferro e gomma, favorire un consolidamento delle imprese (che nel Lazio sono tante ma piccole ed esportano poco) accrescere e migliorare il sistema formativo ed universitario anche in rapporto alla produzione (il numero di brevetti e la percentuale di ricerca per unità di prodotto è molto bassa ed anche per questo la crisi industriale ha colpito duro)”.

IGIENE. ”Fermiamo la devastazione del nostro territorio, dicendo no alle centrali nucleari di Borgo Sabotino e Montalto, ridefinendo un Piano per i rifiuti più realistico ed attuabile di quello attuale, approvando i Piani paesistici e varando una nuova e moderna legge urbanistica che riduca i tempi delle procedure dando certezze e trasparenza e spezzando le gambe alla illegalità che prolifera proprio a partire dall’edilizia fuori controllo in tanti comuni. Le vicende di questi giorni legate alla protezione civile confermano, una volta di più che servono norme che mettano sullo stesso piano i diritti privati e gli spazi pubblici. Igiene significa anche lotta alla illegalità ed alla degenerazione diffusa delle classi dirigenti. Il Lazio è oggi una Regione gravemente minacciata dalle organizzazioni criminali che salgono il territorio pontino, il basso Lazio o che entrano a Roma in modo sempre più preoccupante. Il litorale del Lazio che va da Formia a Civitavecchia è fortemente aggredito da fenomeni illegali e a Roma i rapporti delle massime autorità rivelano sorprendenti presenze nella rete economica e commerciale. La destra ha enormi responsabilità. A Fondi ed in molte altre realtà la classe dirigente del PdL è compromessa e neanche stavolta è stata tolta di mezzo. Anzi, la candidata Polverini l’ha invece riconfermata e le ha dato fiducia. Credo poi, che si debba pensare ad una riforma elettorale che superi la preferenza unica – oggi clientelarizzata – e introduca i collegi uninominali. Oramai i sistemi elettorali nazionali e regionali basati sulle liste bloccate o sulla preferenza unica sono fortemente logorati. Producono dispersione di risorse, cerchi ristretti, impediscono ai partiti di aprirsi. Cominciamo ad aprire una fase nuova di liberazione e democrazia nel Lazio”.

PERSONA E FAMIGLIA. ”Evitiamo discussioni ideologiche. Guardiamo concretamente le cose. Le persone sono sempre più sole e le famiglie impoveriscono dentro una crisi mondiale che inghiotte i ceti medio piccoli che sono la base di ogni democrazia e di una economia basata su diffusi consumi. La Regione può fare molto per creare ‘comunità’ e parlare a tanto ‘popolo minuto’, soprattutto urbano, che oggi appare sfibrato, attraverso la politica per la casa e per la salute. La famiglia è una chiave importante per fronteggiare questa nuova e grave emergenza sociale. Favorire le persone a stare insieme ed a costruire insieme progetti di vita non è di destra ne di sinistra e non è clericale ne laicista. Semplicemente è necessario. Ed è possibile con una visione aperta e popolare che guarda alla famiglia in modo non ideologico, che considera le famiglie in tutte le loro forme giuridiche e possibilità, da quelle tradizionali a quelle più aperte. Vincere la solitudine, combattere l’atomismo sociale e la disgregazione della convivenza, favorire una idea della vita finalizzata a dei progetti e non solo all’autonomo, egoistico o consumo del tempo, dei beni e dei desideri è importante e necessario per chiunque laico o cattolico abbia un senso della comunità. Così come è importante fare concretamente tutto ciò che è possibile per sostenere tutte quelle attività che rappresentano dei presidi comunitari nella società come per esempio gli oratori la cui legge dovrebbe essere mantenuta e rifinanziata. Penso che se sapremo unire la limpidezza della candidata e le migliori fonti della cultura popolare e solidale delle esperienze oggi raccolte nel centrosinistra in un progetto comunitario chiaro per il Lazio, la vittoria elettorale sarà più vicina ed anche una nuova pagina potrà aprirsi nel faticoso percorso di dialogo e collaborazione tra i laici e cattolici democratici”.

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