Da lavoro a scuola, le parole-guida del Pd, di Matteo Tonelli
Lavoro, legalità, conflitto di interessi e scuola. Eccole le parole-chiave del nuovo Pd. O meglio quello che i lettori hanno messo nero su bianco con oltre 2500 messaggi e con oltre 600 mila preferenze espresse nel sondaggio di Repubblica. it. Emerge anche la richiesta di volti nuovi. E di un partito che accentui i suoi caratteri "di sinistra", e nel quale i dirigenti ascoltino il più possibile gli umori della base.
Del sondaggio sulle parole chiave ha parlato lo stesso segretario del Pd Pier Luigi Bersani ieri mattina a Repubblica Tv. "Dobbiamo fare una battaglia perché sia più chiaro nel Paese che bisogna legare questioni sociali e di democrazia. Ripristinando meccanismi di decisione collettiva che non siano affidati ad un uomo solo".
Repubblica.it ha voluto dar voce ai lettori dopo che il Pd aveva presentato il "cantiere" dal quale dovranno uscire le parole-guida. Il tema del lavoro (sottinteso: che non c'è e che va creato) ha sbancato. Bersani commenta: "Faremo sforzi perché questo tema diventi sempre più visibile, perché il lavoro è un tema collettivo mentre negli anni passati era diventato un fatto domestico".
Fortissima anche la richiesta di risorse per scuola, università e ricerca. Che, in pratica, sono un altro aspetto del lavoro: ovvero la formazione. Ed ancora la legalità. Il leader pd vuol sgombrare il campo dai sospetti di "inciucio": "Vogliamo parlare di giustizia e del suo funzionamento: ma mentre Berlusconi lo vuol fare per gli affari suoi, noi vogliamo dare concretezza ai temi che riguardano la vita dei cittadini, come avviene per la giustizia civile che funziona malissimo".
Altra questione ad alto gradimento è la lotta all'evasione fiscale. Messaggi e sondaggio evidenziano quanto sia ritenuta odiosa la discriminazione tra chi paga le tasse e chi no. Ed ancora green economy, un secco no al nucleare, abolizione delle Province e persino più "fantasia" nel fare le cose. Bassissima, invece, la richiesta di più sicurezza.
Ben più alta la percentuale di coloro che chiedono una legge sul conflitto di interessi, tema che spesso viene fatto passare come non decisivo per i cittadini. A leggere i messaggi non sembra proprio. Per Bersani la soluzione, però, non può limitarsi a questo singolo aspetto: "Stiamo lavorando su una legislazione antitrust nel settore delle comunicazioni, altrimenti il singolo tema è nebuloso. Il punto di fondo, infatti, è il tema della comunicazione e della deformazione del sistema dei media a causa di una presenza dominante e conclamata".
Ed è a questo punto che Bersani segnala come alla base ci sia "una piegatura del sistema democratico in senso plebiscitario". Chiaro il riferimento a Berlusconi, il quale "sipreoccupa di accumulare consenso ma non è adatto a prendere decisioni". Per questo, continua il segretario democratico, dopo tanti anni di governo della destra "non abbiamo una decisione utile, seria, nell'interesse del Paese sui grandi temi economici e sociali, della democrazia".
Capitolo organizzazione interna del Pd. La richiesta di volti nuovi è pressante. Tasto dolente quello della salute del partito. Bersani non minimizza: "Abbiamo problemi innegabili, personalismi, localismi, poca selezione dei dirigenti". Ma il segretario chiude la porta al catastrofismo: "Ci sono circa 10.000 amministratori locali con una media di età di 40 anni. Lì c'è una grande possibilità di rinnovamento del Pd".
La Repubblica
