27 giugno 2010

Franceschini: iniziative del PD sul decreto fondazoni liriche

Il Partito Democratico si è impegnato in questi giorni, in aula alla Camera, in una battaglia parlamentare contro il decreto legge che contiene l'ingiusta delega al Governo sulle fondazioni liricosinfoniche di diritto privato, che statalizza le fondazioni, precarizza il lavoro, getta nell'incertezza la vita professionale dei lavoratori e mette un'ipoteca sulla qualità delle produzioni.

Anziché disporci a subire l'ennesimo voto di fiducia, senza alcuna possibilità a quel punto di impedire la conversione del decreto prima della scadenza, ci siamo battuti affinché la Camera potesse esercitare il suo ruolo fino in fondo, cercando di migliorare il testo, almeno riducendo il danno inferto dal decreto alla cultura e ai suoi lavoratori, pur ribadendo la posizione di assoluta opposizione, espressa con il voto contrario sull'intero provvedimento.

Grazie ad un proficuo lavoro, siamo riusciti ad ottenere l'approvazione di un pacchetto di nostri emendamenti che modificano in parte il contenuto del decreto. In particolare, siamo riusciti a scongiurare che venisse travolto lo spirito della riforma del 1996, che ha trasformato gli enti lirici in Fondazioni di diritto privato, valorizzando il contributo congiunto delle risorse economiche pubbliche e private.

Siamo riusciti a sancire il principio della responsabilità dei massimi vertici gestionali delle fondazioni (sovrintendente e consiglio di amministrazione), circa il rispetto dei vincoli e dell'equilibrio di bilancio ed a eliminare una assurda e demagogica disposizione che avrebbe voluto imporre un tetto massimo ai cachet degli artisti ingaggiati dalle fondazioni. Una norma del genere avrebbe impedito di poter avvalersi dei più prestigiosi nomi della lirica e della musica internazionale nelle produzioni nazionali.

Abbiamo escluso che si potesse decurtare del 25 per cento, a posteriori, il trattamento economico aggiuntivo, derivante dalla contrattazione integrativa aziendale (pari a una decurtazione netta del 12/15% dello stipendio) per i lavoratori della lirica. Un pericoloso precedente, che avrebbe potuto rappresentare il presupposto per ulteriori interventi legislativi volti a mettere in discussione i diritti acquisiti dei lavoratori. Gli stipendi in essere non si toccano e per il futuro si rinvia alla contrattazione nazionale e integrativa.

Si è evitato che venisse cancellata la legge 800 del 1967, l'unica legge italiana in materia di musica, che al suo articolo l sancisce "Lo Stato considera l'attività lirica e concertistica di rilevante interesse generale, in quanto intesa a favorire la fonnazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale", nonché a rinviare di un anno il divieto di prestazioni di lavoro autonomo rese dal personale.

Infine abbiamo scongiurato l'intervento del Ministero dei Beni Culturali nella scelta della rappresentanza datoriale al tavolo per il Contratto Collettivo nazionale. Tutte le modifiche le potete trovare su www.deputatipd.it.

Il Partito Democratico alla Camera ha condotto una battaglia coerente, tesa alla dignità e al miglioramento delle condizioni dei lavoratori, migliorando un decreto che era e rimane negativo. Lo abbiamo fatto rispettando il Parlamento rinunciando alla propaganda e alla demagogia di una battaglia sterile.

Dario Franceschini

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